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Consigli Green per Natale!

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Pnbox.tv la tivù che fai tu
vedi il video su pnbox.tv

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**utile**

**equo**

**riusare**

**solidale**
**riciclato**

**naturale**
**durevole**

**a Km zero**
**fatto in casa**
**prodotto in Italia**

www.terra-e.it

Un regalo può anche essere ecologico, bio, equo ma se non è UTILE va comunque a finire in fondo ad un cassetto. Il superfluo va assolutamente evitato.

Equo, un prodotto non può essere sostenibile se chi lo produce non ha condizione di lavoro e retribuzione dignitosa.

Il massimo è se riusato ... l’energia per produrlo è già stata spesa ed evitiamo che ne venga utilizzata dell’altra per un oggetto nuovo con le stesse funzionalità. Ci sono al mercatino dell’usato un sacco di oggetti usati pochissimo, basta avere un po’ di occhio e riuscire a stanarli.

Con un po’ di fantasia molti oggetti si possono facilmente modificare, per essere riciclati e usati in altro modo (v. portafoglio fatto con il fondo di un cartone in Tetra Pak, la carta di giornale per incartare i regali, ecc.).

Evitare di fare regali che possono essere usati solo una stagione o facilmente deteriorabili, oggetti usa e getta o di scarsa qualità che si rompono facilmente.

Ottimo se fatto con prodotti naturali e non derivati dal petrolio:(no plastica, no fibre sintetiche).

Invece del solito panettone o mandorlato una bella torta o una buona marmellata fatta in casa… se confezionate bene si fa un super figurone”.

Nella nostra provincia ci sono un sacco di laboratori artigianali che producono oggetti di ottima qualità, forse costano qualcosa di più ma durano nel tempo. Lo stesso vale per le aziende agricole locali.

L’industria manifatturiera Italiana è famosa in tutto il mondo, impariamo a leggere le etichette prima di acquistare e verifichiamo la provenienza.

Un regalo che tutti noi possiamo fare anche in questo periodo di crisi e di fretta,per chi ha bambini regalare ai propri figli il proprio tempo e condividere con loro a casa le feste, per chi invece non ha famiglia donare un paio di ore del proprio tempo, come ad esempio fare da baby sitter, stirare o aiutare chi ha bisogno anche di semplice compagnia. Non fa aumentare il PIL ma è sicuramente un regalo utile, ecologico, gradito, non inquinante e non ha scadenza.

 

Riciclare i pannolini ora è possibile!

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Dal sito di Ezio Orzes www.ezioorzes.it

PannoliniUn vivo ringraziamento a Marcello Somma e a tutto il gruppo di lavoro di Fater, alla Carla Poli e agli amici del Centro Riciclo di Vedelago, agli insostituibili compagni di viaggio della Ponte Servizi srl. e del Comune.

Con loro, prima ancora di questa memorabile sfida progettuale, abbiamo condiviso l’idea di un mondo migliore.

Trasformare i pannolini usati in arredi urbani ed oggetti in plastica, eliminarli dalle discariche, sottrarli dalle fauci degli inceneritori questa la sfida vinta da Pampers con il Centro Riciclo Vedelago (TV) e il Comune di Ponte nelle Alpi (BL) che stanno dando vita al primo sistema sperimentale in Italia di raccolta e riciclo dei pannolini usati.

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PIANO ENERGETICO NAZIONALE DELLA SLOVENIA IL WWF: “INACCETTABILE IL RADDOPPIO DI KRŠKO. NO A NUOVI ELETTRODOTTI AEREI E CENTRALI SULL’ISONZO”

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L’Associazione ha inviato ai Ministeri, alla Regione e alla Commissione europea le proprie osservazioni sul Piano del governo di Lubiana.

“E’ da sperare che gli enti locali del Friuli Venezia Giulia, Regione, Province e Comuni, si siano attivati nella procedura VAS (Valutazione Ambientale Strategica) transfrontaliera sul Piano Energetico Nazionale della Repubblica di Slovenia. Le scelte del Piano riguardano infatti anche il nostro territorio: finora, però, risulta che osservazioni in merito siano state formulate soltanto dalla Provincia di Trieste”.

Da questa considerazione parte il WWF del Friuli Venezia Giulia, nel comunicare le proprie osservazioni sul Piano, inviate nei giorni scorsi al Ministero dell’ambiente italiano, alla Regione e alla Commissione Europea.

E’ molto allarmato, infatti, il WWF, per il fatto che il Piano prevede un rafforzamento della scelta nucleare, con il prolungamento della vita utile dell’attuale centrale di Krško fino al 2043 e la costruzione (entro il 2022) di una seconda centrale – da 1.000 o 1.600 MW – di cosiddetta “terza generazione” nello stesso sito.

“Si tratta – osserva il WWF – di una scelta in stridente controtendenza rispetto a quanto hanno deciso ad esempio la Germania (chiuderà tutte le sue centrali entro il 2022) o la Svizzera (che le chiuderà tutte tra il 2019 e il 2034), per tacere dell’Austria, che ha rinunciato al nucleare dopo il referendum del 1978 pur avendo una centrale pronta ad entrare in funzione, e dell’Italia che ha visto la schiacciante vittoria degli antinucleari nel referendum del giugno scorso.”

Soltanto alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico (Romania, Polonia…) paiono voler continuare sulla strada del nucleare, mentre perfino in Francia – che ricava dall’atomo i tre quarti della sua elettricità – si stanno elaborando piani per il graduale abbandono di questa fonte.

Il WWF sottolinea che anche dal punto di vista economico la fonte nucleare non è certo competitiva: dati del Dipartimento dell’energia USA mostrano infatti che il kwh nucleare, per centrali che entrassero in funzione nel 2020, sarebbe più caro di quello prodotto da ogni altra fonte, compreso l’eolico.

Senza contare l’irrisolto problema dello smaltimento definitivo e sicuro delle scorie radioattive (sul quale il P.E.N. sloveno non fornisce risposte) e quello della pericolosità intrinseca di questi impianti, sia in caso di incidente grave (Trieste si trova a 139 km di distanza in linea d’aria e “a tiro di bora” da Krško), sia nel funzionamento “normale”. Un recente e approfondito studio tedesco ha dimostrato infatti un’incidenza doppia delle leucemie infantili nel raggio di 5 km dalle centrali nucleari.

Il WWF rileva che anche in tema di rigassificatori non mancano preoccupanti ambiguità nel Piano. Quest’ultimo, infatti, a proposito delle forniture di gas naturale, menziona la necessità di “collegamenti ai terminali GNL nella regione”, quando è noto che non esiste alcun terminale in funzione, ma soltanto il progetto di quello di Trieste-Zaule (proposto da Gas Natural), di quello off shore nelcentro del Golfo di Trieste (proposto da E.On.) e di quello di Omišalj sull’isola di Veglia (proposto da Adria LNG).

La posizione del Governo di Lubiana è stata, almeno finora, estremamente critica sui primi due progetti, per ragioni condivise anche dagli ambientalisti italiani: pesante impatto sull’ecosistema marino, interferenze con i traffici navali commerciali e con la pesca, ecc. Il P.E.N. tuttavianon accenna minimamente a tutto ciò e andrebbe perciò chiarito quale sia la vera posizione del Governo di Lubiana su tali progetti.

Deludente, secondo gli ambientalisti, anche l’approccio al problema degli elettrodotti transfrontalieri: il Piano prevede infatti la costruzione di un nuovo elettrodotto da 400 kV tra Okroglo e Udine entro il 2018, senza neppure accennare al fatto che possa essere realizzato in cavo interrato, anziché su linea aerea. Stante l’impatto di gran lunga minore che una linea interrata comporterebbe rispetto ad una aerea, tale omissione è incomprensibile, specie in una procedura con finalità ambientali come la VAS.

Il PEN sloveno assegna un ruolo rilevante, almeno nelle dichiarazioni di intenti, alle politiche per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, ma è ambiguo rispetto alla collocazione di nuove centrali idroelettriche: l’auspicio degli ambientalisti è che non ne venga costruita nessuna lungo il corso dell’Isonzo, rispetto al quale una proposta di legge punta invece ad eliminare lo status del fiume come inestimabile bene naturalistico (sollevando vibrate proteste, sia in Slovenia sia in Italia).

Il WWF denuncia inoltre il fatto che la documentazione sul P.E.N. è stata fornita al pubblico quasi esclusivamente in lingua inglese, con soltanto due brevi riassunti in italiano.“Un modo – commenta l’associazione – per ostacolare chi volesse formulare osservazioni, violando lo spirito della Direttiva europea sulla VAS, purtroppo con l’acquiescenza del Ministero dell’ambiente italiano. Auspichiamo perciò che tutti gli elaborati del Piano siano tradotti in italiano e che siano conseguentemente riaperti i termini per la presentazione di osservazioni da parte del pubblico.”

Il WWF conclude auspicando che il nuovo Governo sloveno, che uscirà dalle elezioni politiche del 4 dicembre, riveda la scelta nucleare contenuta nel Piano Energetico e chiarisca la propria posizione in merito ai rigassificatori ed agli elettrodotti transfrontalieri.

Va tuttavia rilevato, sottolinea il WWF, che la Slovenia – al di là di alcuni contenuti discutibili - si sta dotando di un Piano Energetico Nazionale, mentre in Italia (da molti anni e pur nel succedersi dei Governi di diverso coloro politico) non c’è traccia di un piano analogo, con la conseguenza di lasciare ogni scelta strategica sull’energia alla mercé del “mercato”, cioè in definitiva delle grandi multinazionali dei produttori e venditori di petrolio, gas ed elettricità.

In allegato, le osservazioni del Wwf Fvg al PEN sloveno (link)

WWF Friuli Venezia Giulia
Via Rittmeyer 6
34134 Trieste
Tel. 040 360551/0432 502275

 

mercoledì 30 novembre Riunione Terraè

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Mercoledì 30 novembre alla sede del WWF (in parco san Valentino) alle ore 20.30 ci troviamo per una riunione organizzativa Terraè 2012.

Faremo il quadro della situazione e organizzeremo le idee per la nuova edizione.
A mercoledì.
 

La bicicletta per lo sviluppo economico

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Dal cicloturismo al trasporto quotidiano.

26 novembre 2011, ore 10.00
Auditoriumo della Regione FVG, via Roma, Pordenone

L'uso della bibicletta, il più economico mezzo di trasporto, sta interessando anche in Italia vaste frange di popolazione che usano, come avviene in Europa, le potenzialità del turismo lento per promuovere, conoscere, approfondire, gustare le bellezze del territorio.

Non così avviene nella quotidianità delle nostre città dove, il trasporto in bicicletta, già certificato meno inquinante, più salutare e economico, è ancora considerato, salvo eccezioni particolari, una risorsa secondaria.

Introduzione

Attilio Pellarini, Presidente "aruotalibera-Fiab" di PN

Saluti

Antonio dalla Venezia, Presidente Nazionale della Fiab
Alessandro Ciriani, Presidente della Provincia di Pordenone
Claudio Pedrotti, Sindaco del Comune di Pordenone

Relazioni

dr. Gianfranco Betta, Direttore Ufficio Politiche turistiche Provinciali
"Cicloturismo in Trentino. Ricadute economiche e turistiche"

Ing. Ivan Moroder, Direttore Ufficio Mobilità Comune di Bolzano
“Ciclabilità Urbana”

Arch. Andrea Rinaldo, Responsabile settore Cicloturismo Prov. di PD
“Investimenti per il Cicloturismo in Provincia”

Pierpaolo Romio Di ZEPPELIN -VI leader Italiano di viaggi in bicicletta
“Potenzialità dei viaggi in bicicletta in Italia ed in Friuli”

Renato Carlantoni, Sindaco del Comune di Tarvisio
“Ciclovia Alpe Adria utilizzo di un bene pubblico abbandonato e restituito al territorio”

Maggiori informazioni: http://www.aruotaliberapn.it

 

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