[Terraè2012] Passeggiata tra magredi e risorgive: scoprire assieme le aree naturali della tua Provincia

dom 20 maggio | ore 08.00
ritrovo c/o orto dell’Associazione Modo: via Martiri della Libertà 212, Cordenons

 

Passeggiata tra magredi e risorgive
scoprire assieme le aree naturali della tua Provincia

 

con la collaborazione di dott. Nat. Stefano Fabian e Stefano Fabian
Prenotazioni: 333 43 07 585 (Linda) | info(+)terra-e.it
Essere muniti di: scarpe da trekking/passeggiata, pantaloni e calzini lunghi, acqua,
berretto, abbigliamento comodo e anti-zanzare ecologico. durata della visita: 4 ore

 

 

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La presenza dei Magredi quale elemento paesaggistico caratterizzante gli ambienti naturali dell’alta pianura friulana, trova la sua spiegazione nella presenza di quegli imponenti fenomeni glaciali che nell’ultimo milione di anni coinvolsero il nostro arco alpino e prealpino.

 

Al termine di ogni fase fredda, le abbondanti acque fluvioglaciali, scendendo verso la pianura con straordinaria energia,    abbandonavano e sparpagliavano a ventaglio enormi quantità di materiale roccioso, andando a formare materassi permeabili di enorme potenza e spessore. L’ossatura principale di tale architettura è rappresentata dal complesso detritico dei conoidi Cellina-Meduna, estesi sui territori dei comuni di Cordenons, San Quirino e Vivaro fino a Maniago. Esso è così imponente da rendersi visibile come un’estesa macchia biancheggiante nelle foto satellitari.

 

Magredo significa prato magro. Magro perché costituito da una copertura di erbe selvatiche ed arbusti con poche esigenze idriche, adattate a vivere su di un suolo estremamente permeabile ed arido, così avido d’acqua da essere incapace di trattenere e restituire anche una piccola parte delle generose precipitazioni Friulane.

 

Più a valle, lungo la fascia delle risorgive, dove i sostrati ghiaiosi lasciano il posto alle argille, la stessa pianura, restituisce acqua con gran generosità in un intrico di rivoli, rogge ed olle immerse nella vegetazione verdeggiante. Magro, arido, sasso, arbusto, gramigna… sequenze di parole… aspre, dure, che da sole basterebbero ad evocare l’immagine di un paesaggio desolato, ma anche dolcemente melanconico, vasto, immenso. Così parole altrettanto efficaci potrebbero essere: cielo, nuvole, terra, silenzio, spazio, vento.Eppure l’aspetto povero e dimesso di queste praterie aride non deve ingannare, infatti, è proprio qui, su questi Magredi, che si rileva una ricchezza di specie, fra le più elevate nel panorama nazionale. Solo questo sarebbe sufficiente per giustificare un’urgente intervento atto a garantire il futuro di queste preziose lande e trasformarle in riserve biogenetiche, in sorta di banche ove conservare
questo straordinario patrimonio di biodiversità che ci appartiene”.

 

Testo e foto a cura di Stefano Fabian

 

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