Sanificazione strade coronavirus

Sanificazione strade – Lettera aperta ai sindaci del pordenonese

Nei giorni scorsi alcuni comuni italiani hanno avviato azioni di disinfezioni delle strade con una soluzione di ipoclorito di sodio, senza che ci fossero evidenze scientifiche sull’efficacia di tali interventi nel contenimento del contagio.

L’ARPA Piemonte — ad esempio — ha recentemente dato parere negativo alla disinfezione delle strade, affermando che «non vi è evidenza che spruzzare ipoclorito di sodio all’aperto, massivamente, sui manti stradali, possa avere efficacia per il contrasto alla diffusione del CODIV-19 dal momento che le pavimentazioni esterne non consentono interazione con le vie di trasmissione umana», e aggiungendo che «l’ipoclorito di sodio, componente principale della candeggina, è sostanza inquinante che potrà nel tempo contaminare le acque di falda, direttamente o attraverso i suoi prodotti di degradazione.».

Anche la Regione Friuli Venezia Giulia, in una nota diramata ieri (18 marzo 2020), conferma «che ad oggi non vi è alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione di infezioni respiratorie virali e che i prodotti disinfettanti, soprattutto se usati su larga scala, hanno un considerevole impatto ambientale e possono essere dannosi anche per la salute umana».

Chiediamo quindi ai sindaci del pordenonese, e particolarmente a quello della città capoluogo, di non procedere alla sanificazione delle strade con agenti chimici dannosi per l’ambiente e gli animali, intervento che costituirebbe anche uno spreco di denaro pubblico e di acqua (sempre più preziosa negli ultimi tempi), e di concentrare piuttosto gli sforzi su azioni sicuramente vantaggiose per la salute pubblica, sia nel breve sia nel lungo periodo, e in particolare sull’adozione di misure drastiche e coraggiose volte a ridurre le polveri sottili prodotte dal traffico, dagli impianti di riscaldamento, e dall’industria.

Oltre ai benefici ben noti sulla salute dei cittadini di un miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione di PM10 potrebbe avere anche un effetto di contenimento della diffusione del COVID-19, come evidenziato da una prima analisi curata da ricercatori italiani e medici della Società italiana di Medicina Ambientale (SIMA), che ha mostrato «una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10 Febbraio – 29 Febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 Marzo».

Ricordiamo inoltre, anche se questa notizia è purtroppo largamente ignorata, che da recenti studi, le morti premature annue per esposizione a inquinamento in Italia sono, per quanto riguarda il particolato sottile (PM2,5): 59.500, ozono (O3): 3.300, biossido di azoto (NO2): 21.600. (fonte EU)

Sarebbe auspicabile quindi cogliere questa pandemia come occasione per risvegliarci dal torpore nel quale ci siamo abbandonati e intraprendere iniziative coraggiose ma vincenti per il futuro.

Firmato:

Terraè – Officina della Sostenibilità
LAC – FVG
LAV Pordenone
Legambiente Pordenone

 

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